Vane: provato

(Trento)ore 19:41:00 del 21/01/2019 - Classe: , Videogames

Vane: provato
L’urlo e un materiale dorato sono parti integranti del gameplay: il mutamento dalla forma volatile a quella umana permette ai giocatori di esplorare minuziosamente le rovine che troviamo girovagando per l’ambientazione, riuscendo ad entrare in contatto co

 

Dopo oltre quattro anni di sviluppo, Vane arriva finalmente sul mercato: ad opera di Friend & Foe, composto da reduci del Team ICO e già al lavoro su grandi produzioni, il titolo punto a ricreare quelle atmosfere rarefatte che hanno fatto la fortuna di molti progetti che si inseriscono nello stesso filone di cui fanno parte ICOJourney o il più recente INSIDE. Lo fa però in maniera diversa, puntando tutto sull’esplorazione e sul senso di scoperta, a costo di abbandonare il giocatore a se stesso, tra le lande desolate di un deserto che pare sconfinato.

Fying In Vane

Ambientato in un vasto deserto punteggiato da strane rovine e sgangherati segnavento, Vanenarra la silenziosa storia di un uccello che in prossimità di strani accumuli di materiale dorato si trasforma in un bambino. Non ci sono parole, in Vane, non c’è una narrazione canonica; tutto è molto enigmatico, poco comprensibile, complicato da decifrare e difficilmente ascrivibile a significati metaforici. Si potrebbe, facendo un’evidente forzatura, parlare di temi come l’unione di un collettivo senza cui è impossibile superare le difficoltà; si potrebbe parlare di come gli altri servano a raggiungere i propri scopi, o di come l’attrazione per il potere sia una forza oscura e insondabile che può condurre l’uomo alla sua rovina.

È un’opera controversa, Vane, un progetto che volutamente vi costringe a perdervi, sia nel suo mondo, sia nelle trame di ciò che vuole comunicare. Ed è complicato, dunque, dargli una connotazione chiara, che sia intellegibile per tutti.
Vane comincia facendovi impersonare in volatile scuro dal piumaggio cangiante che vola tra canyon ed enormi distese desolate. Non capirete subito quale sia il vostro scopo, né se la strada che state intraprendendo sia quella corretta; eppure quegli stormi (e più in avanti i vostri simili), giocano un ruolo fondamentale e fungono da elemento cardine tanto a livello di gameplay, quanto per la fumosa narrativa.

L’urlo e un materiale dorato sono parti integranti del gameplay: il mutamento dalla forma volatile a quella umana permette ai giocatori di esplorare minuziosamente le rovine che troviamo girovagando per l’ambientazione, riuscendo ad entrare in contatto con un passato narrato davanti agli occhi del giocatore. Tutto ciò che appare su schermo non è mai come sembra: attraverso il materiale dorato, che ha per la maggior parte dei casi una forma sferica, sarà possibile mutare l’ambiente circostante per creare nuovi passaggi utili per il proseguimentoMa il punto forte del gameplay è l’esplorazione: attraverso la forma volatile è possibile esplorare un paesaggio magnifico, condito dalle rovine di un’antica civiltà che si intervallano con paesaggi naturali costituiti per la maggiore da colline, montagne ed oasi di lusso.
All’interno del gioco sono presenti anche dei puzzle ambientali, molto semplici da risolvere, tanto da non far mai spremere le meningi al giocatore per riuscire a trovare la soluzione. Nonostante vi sia una forte componente esplorativa ed un utilizzo ottimo degli ambienti, il titolo si getta in una monotonia nell’ultimo atto semplificando il gameplay in un continuo utilizzo di un singolo comando per avanzare verso la fine.
Il titolo ospita una lista trofei piuttosto ghiotta per ogni cacciatore, infatti per l’ottenimento del platino saranno richieste più o meno 3 ore di gioco e l’ottenimento di entrambi i finali, dove basterà ricaricare solamente l’ultimo atto.

Friend & Foe Games non è nuova nel settore: il talentuoso team ha collaborato con il Team ICO, EA e Guerilla Games, ad oggi colossi dell’industria videoludica, ma nonostante ciò l’esperienza maturata con queste precedenti collaborazioni non è servita per realizzare un comparto tecnico sufficiente. Il gioco è infatti afflitto da una cattiva gestione della telecamera, assolutamente da rivedere, continui cali di frame sia su PlayStation 4 Pro che Standard ed un inserimento delle bande nere non necessario, che reca ancor più problemi all’inquadratura della telecamera.
Anche i comandi, nelle fasi di volo, si sono mostrati abbastanza difficili da utilizzare: per atterrare su una determinata sbarra ed azionare un puzzle ambientale è necessario a volte eseguire manovre complesse, rendendo alcune situazioni frustranti. Nell’ultimo atto soprattutto, vi sarà una sezione dove il modello del personaggio compenetrerà con gli elementi presenti in gioco, rendendo il tutto fastidioso.
Il comparto tecnico di Vane è in forte contrasto con la direzione artistica, che si mostra pregevole in ogni suo aspetto: la colonna sonora rende molto piacevole l’avvio del gioco, che si consuma in una fase esplorativa affascinante in grado di condurci alla scoperta di ambienti costruiti utilizzando uno stile minimale e che mette a nudo i poligoni, quest’ultimi rafforzati da un sapiente utilizzo degli shader. Il tutto è creato con l’utilizzo del motore Unity.

 

Scritto da Alberto

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