Spreco del suolo italiano: sempre piu' cemento a devastare il verde

(Lucca)ore 07:44:00 del 26/10/2019 - Classe: , Ambiente, Denunce

Spreco del suolo italiano: sempre piu' cemento a devastare il verde
SEMPRE PIU' CEMENTO E MENO VERDE IN ITALIA - Secondo un rapporto ISPRA, ogni anno sparisce sotto cemento e asfalto lo 0,24% della superficie verde del nostro paese: più di due metri quadri al secondo, una percentuale folle.

SEMPRE PIU' CEMENTO E MENO VERDE IN ITALIA - Secondo un rapporto ISPRA, ogni anno sparisce sotto cemento e asfalto lo 0,24% della superficie verde del nostro paese: più di due metri quadri al secondo, una percentuale folle. La cementificazione infatti avanza senza sosta, senza la giustificazione della crescita demografica, che come sappiamo e non diversamente da ciò che accade nel resto dell’Occidente, è nulla quando non negativa: oggi in Italia ogni cittadino ha in “carico” circa 400 metri quadrati di superfici occupate da cemento, asfalto o altri materiali artificiali. Un’enormità, eppure sotto i nostri occhi continuiamo ad assistere inermi al progressivo consumarsi di questa risorsa ambientale essenziale: il suolo. Ma cos’è il suolo e quali sono le sue funzioni che lo rendono così importante? Cerchiamo di capirlo insieme.

SEMPRE PIU' CEMENTO E MENO VERDE IN ITALIA - Sul sito Arpa Piemonte, collegato all’SNPA (Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente) troviamo la seguente definizione: «Il suolo è lo strato superiore della crosta terrestre costituito da componenti minerali, materia organica, acqua, aria e organismi viventi. Rappresenta l’interfaccia tra terra, aria e acqua e ospita gran parte della biosfera». Proprio perché in esso vengono immagazzinate e trasformate molte sostanze, tra cui quelle per noi essenziali quali l’acqua, il carbonio ed i nutrienti, il suolo riveste un’importanza socio-economica senza eguali, che va tutelata.

Dalla maggiore presenza di superfici artificiali a scapito del verde urbano deriva anche un aumento delle temperature. La differenza di temperatura estiva delle aree urbane rispetto a quelle rurali raggiunge spesso valori superiori a 2 gradi.

SEMPRE PIU' CEMENTO E MENO VERDE IN ITALIA - Cementati 51 km quadrati di territorio nel 2018. In Italia nel 2018 sono stati coperti con cemento o asfalto 51 chilometri quadrati di territorio, in media 14 ettari al giorno, 2 metri quadrati al secondo. Lo rivela il rapporto 2019 di Ispra (il centro studi del Ministero dell'Ambiente) ed Snpa (Sistema nazionale di protezione dell'Ambiente) sul consumo del suolo, presentato oggi al Senato. Secondo lo studio, la velocità della copertura sembra essersi stabilizzata, ma è ancora molto lontana dagli obiettivi europei, che prevedono l'azzeramento del consumo di suolo netto (il bilancio tra la copertura e l'aumento di superfici naturali attraverso interventi di demolizione, deimpermeabilizzazione e rinaturalizzazione). Roma, con un incremento di superficie artificiale di quasi 75 ettari, è il comune italiano con la maggiore trasformazione, seguito da Verona (33 ettari), L'Aquila (29), Olbia (25), Foggia (23), Alessandria (21), Venezia (19) e Bari (18), tra i comuni con popolazione maggiore di 50.000 abitanti. Tra i comuni più piccoli, si distingue Nogarole Rocca, in provincia di Verona, che ha sfiorato i 45 ettari di incremento. Più della metà delle trasformazioni dell'ultimo anno si devono ai cantieri (2.846 ettari), in gran parte per la realizzazione di nuovi edifici e infrastrutture. Il Veneto è la regione con gli incrementi maggiori +923 ettari, seguita da Lombardia (+633 ettari), Puglia (+425 ettari), Emilia-Romagna (+381 ettari) e Sicilia (+302 ettari). Rapportato alla popolazione residente, il valore più alto si riscontra in Basilicata (+2,80 m2/ab), Abruzzo (+2,15 m2/ab), Friuli-Venezia Giulia (+1,96 m2/ab) e Veneto (+1,88 m2/ab). Il consumo di suolo - non necessariamente abusivo - cresce anche nelle aree protette (+108 ettari nell'ultimo anno), nelle aree vincolate per la tutela paesaggistica (+1074 ettari), in quelle a pericolosità idraulica media (+673 ettari) e da frana (+350 ettari) e nelle zone a pericolosità sismica (+1803 ettari).

Consumo del suolo, 2 milioni di tonnellate di CO2 assorbite in meno. Negli ultimi sei anni l'Italia ha perso superfici che erano in grado di produrre tre milioni di quintali di prodotti agricoli e ventimila quintali di prodotti legnosi, nonché di assicurare lo stoccaggio di due milioni di tonnellate di carbonio e l'infiltrazione di oltre 250 milioni di metri cubi di acqua di pioggia che ora, scorrendo in superficie, non sono più disponibili per la ricarica delle falde. Lo rivela il rapporto 2019 sul consumo del suolo di Ispra (il centro studi del Ministero dell'Ambiente) ed Snpa (Sistema nazionale di protezione dell'Ambiente), presentato oggi al Senato. Il recente consumo, secondo la ricerca, produce anche un danno economico potenziale compreso tra i 2 e i 3 miliardi di euro all'anno dovuti alla perdita dei servizi ecosistemici del suolo, cioè i benefici che le persone ricevono dagli ecosistemi (supporto alla vita vegetale e animale, produzione di biomassa e materie prime, regolazione dei cicli idrologico e bio-geochimico e depurazione, archivio storico-archeologico e paesaggistico). Dal 2012 al 2018, le aree dove il livello di degrado è aumentato coprono 800 km2, quelle con forme di degrado più limitato 10.000 km2. "I dati del Rapporto presentato oggi - ha dichiarato il Presidente ISPRA e SNPA, Stefano Laporta - confermano l'urgenza di definire al più presto un assetto normativo nazionale sul consumo di suolo, ormai non più differibile"

Scritto da Passa

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