Shape of the World: cosa sapere

(Genova)ore 08:27:00 del 01/07/2018 - Classe: , Videogames

Shape of the World: cosa sapere
La perlustrazione delle varie zone avviene attraversando le figure chiave di questo mondo: i triangoli

Rilassarsi, esplorare e interagire. Questo è lo scopo di Shape of the World e questa è anche la promessa che il titolo sviluppato da Hollow Tree Games riesce a mantenere al cento per cento.

Un viaggio in prima persona senza una reale meta, una forma di contemplazione pura in un mondo in continuo rivolgimento su stesso, dove i confini si mescolano e i cromatismi lavorano all’unisono per trasportare il giocatore in un ecosistema straniante, ma dopo breve tempo famigliare: questa peculiare opera è un vero momento di distacco e di relax rispetto alle fatiche quotidiane, forse non sarà esente da pecche e limiti, ma il viaggio attraverso quest’universo lisergico ha un vero effetto terapeutico e vale pienamente il prezzo del biglietto. 

Lost in the wood

L’impatto con Shape of the World è brutale, ma l’adrenalina e il dinamismo non hanno nessun merito sulla questione: il primo approccio con il mondo di gioco avviene in modo diretto, non ci sono tutorial o HUD a fare da filtro alla cognizione del giocatore, lasciato libero di esplorare a suo piacere e di interagire secondo i suoi schemi con le forme che poco a poco prendono vita attorno a lui. Anche lo scopo rimane ad un livello di pura astrattezza e, se vi sono un inizio ed una fine concreta, nulla vieta di perdersi nei meandri sconosciuti dello scenario. La suddivisione fra i “livelli” - le virgolette sono decisamente necessarie - è scandita dal passaggio attraverso dei portali geometrici triangolari, varchi che proiettano improvvisamente l’utente al cospetto di nuove visioni, a cui è difficile dare una chiave di lettura, perché questa non c’è ed è celata dentro all'interpretazione che possiede chi di volta in volta poggia i suoi occhi sullo schermo.

 

Pur nella sua assurdità, l’ambiente che viene a crearsi passo dopo passo ha una sua coerenza interna, che si scontra violentemente con le leggi della fisica e della logica, ma che trova una sua armoniosità grazie ai sapienti giochi di luce e di colori. Il vero punto di forza è insito nella miscela che prende vita dall’unione della flora e della fauna nata dalle menti dei ragazzi di Hollow Tree Games: è facile rimanere in estasi davanti ad una mastodontica balena fluorescente che solca un cielo violaceo, non si sa perché sia lì, forse siamo finiti dentro l’oceano senza nemmeno aacrogercene, oppure è il mondo ad essersi capovolto. Impossibile dare risposte, ma in fin dei conti è l’enigma una delle molle che spinge a continuare il percorso, senza la costrizione di ottenere un punteggio più alto o di abbassare il tempo di un centesimo di secondo. Shape of the World ci chiede solo di sederci e di goderci il viaggio: di questi tempi, è veramente ciò che ci vuole.

L’esplorazione completa dei vari territori può essere considerata una sorta di missione secondaria. Infatti è possibile procedere lungo la via principale, per passare al livello successivo dell’ambiente, o perdersi tra gli innumerevoli percorsi nascostiper accedere a luoghi segreti. Aree che troveremo a dir poco incantevoli, non solo per le tinte sfavillanti, ma anche per il paesaggio pacifico che si presenta davanti a noi. La perlustrazione delle varie zone avviene attraversando le figure chiave di questo mondo: i triangoli. Essi permettono all’ambiente di mutare, cambiando al contempo colore del cielo, del terreno, degli animali, e le tipologie di piante abbinate. Ci rendiamo conto di proseguire lungo il percorso primario quando, oltre a cambiare colorazione, il luogo si evolve: ad esempio, spostandosi da una a valle a una palude, o da un ruscello ad una grotta. Il recupero dei semi sparsi per il mondo, invece, permette solo di cambiare le tinte di questa terra in base al seme raccolto.

Ancora cinque minuti, solo cinque minuti

Il game designer definisce il suo progetto come un tentativo di portare in superficie un luogo colorato e sorprendente, per permettere alle persone di rilassarsi dopo una giornata impegnativa. L’idea di fondo si ispira proprio al suo modo di alleviare lo stress, attraverso escursioni e giri in bicicletta per le antiche foreste del Pacifico Nord Occidentale. Bisogna ammettere che la sua impresa è ben riuscita: in Shape of The World non si affrontano pericoli, non c’è nemmeno un livello di difficoltà, e la possibilità di perdersi in questo mondo è talmente remota da non essere calcolabile. Attraverso questa esperienza possiamo permetterci di abbassare la guardia, distrarci, stenderci e abbandonare ogni pensiero per fare spazio ai dolci suoni della natura.

Il titolo, alla fine dei conti, ci offre poche funzioni e pochi obiettivi. Non stiamo effettivamente osservando un gioco complesso, ricco di elementi tecnici di gameplay o con un comparto narrativo esauriente che immerge all’interno di un racconto. Eppure è capace di attirare con le sue sole abilità grafiche ma soprattutto di immaginazione. Quello che compie è fornirci gli strumenti indispensabili per iniziare, e poi gettarci in questo universo parallelo ospitale, dove niente e nessuno si trova lì per correggerci, indicarci la via, o anche solo per parlarci. Siamo noi che decidiamo cosa fare e dove andare, senza nessuna fretta.

Accompagnati da una musica calma e rilassante, esploriamo in tutta quiete le aree di questo mondo fantastico. Osserviamo gli animali che ci circondano, raccogliamo i semi per piantare alberi nei dintorni, e sguazziamo in acqua per goderci la melodia rilassante delle onde. Ogni angolo di questo terreno è stato studiato con l’unico scopo di rilassare la mente e aprirci le porte del viaggio e dell’esplorazione in maniera totalmente originale, e perché no, anche creativa. Non è certamente un titolo che consigliamo a chi ricerca tante ore di intrattenimento, quest secondarie e prove d’intelletto e strategia. Bensì è adatto ai pazienti, e a chi cerca un titolo innovativo con cui rilassarsi un pomeriggio in completa tranquillità.

Scritto da Samuele

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