Recensione Red Faction Guerrilla reMarstered

(Cagliari)ore 13:41:00 del 09/07/2018 - Classe: , Videogames

Recensione Red Faction Guerrilla reMarstered
Come nota positiva possiamo segnalare che il gioco è stato interamente doppiato in italiano, un doppiaggio peraltro di buona fattura.

Da tempo, ormai, siamo abituati a veder arrivare sulle console della generazione corrente riedizioni di titoli da parte di THQ Nordic.

La ex Nordic Games, infatti, sembra intenzionata a rilanciare tutti i brand acquisiti dopo il fallimento della vecchia THQ, sfruttando in primo luogo le remastered per tastare il terreno.

Oggi, a nove anni di distanza dalla sua uscita originale, è la volta di Red Faction: Guerrilla, titolo originariamente sviluppato da Volition che, all’epoca, riscosse un buon successo di critica e di pubblico. Non rimane dunque che vedere se e quanto il titolo soffre il peso degli anni.

Straniero in terra straniera

Siamo nell’anno 2125, sulla Terra le risorse cominciano a scarseggiare, con un vero e proprio tracollo economico che porta i potenti del mondo a cercare beni altrove, di preciso su Marte, colonizzata ormai da tempo.

Qui, la Earth Defence Force (EDF), per rispondere alle richieste provenienti dalla Terra, sfrutta i minatori, creando un vero e proprio regime schiavista. È in questa situazione socio-politica che l’ingegnere Alec Mason arriva su Marte, di preciso nella regione di Tharsis, per riunirsi al fratello Dan, che gli spiega la situazione del pianeta e lo invita ad unirsi alla Red Faction, la forza ribelle di cui fa parte. Poco dopo, Dan muore sotto i colpi di forze della EDF. Alec viene salvato da guerriglieri della Red Faction, unendosi immediatamente alle loro fila. Da qui, la storia prosegue attraverso le numerose cut-scene presenti nel gioco, anche se purtroppo va detto che l’intreccio narrativo non riesce mai a sorprendere: pur partendo da una base estremamente interessante ed attuale come lo schiavismo economico, le sue buone premesse sfumano in una storia che sa di già visto e già sentito. I personaggi, soprattutto, faticano a rimanere impressi, rimanendo perlopiù delle macchiette senza troppo spessore. Come nota positiva possiamo segnalare che il gioco è stato interamente doppiato in italiano, un doppiaggio peraltro di buona fattura.

Il lavoro di rimasterizzazione di Kaiko Games si è rivolto essenzialmente al comparto tecnico, nel tentativo di svecchiare un titolo proveniente dal primo periodo della settima generazione di console. L’intento, però, riesce solo in parte: se certamente il titolo risulta più piacevole da vedere rispetto alla versione originale, gli anni passati si fanno comunque sentire, ed è chiaro che il gioco non appartiene all’attuale generazione. L’ambientazione, inoltre, soffre di una certa mancanza di varietà, connaturata d’altronde al setting prescelto dagli sviluppatori. 

Il team di sviluppo ha svolto senza dubbio un buon lavoro nell'opera di rifinitura del comparto estetico, rendendo le texture più definite e mettendo in scena un maggior livello di dettaglio raggiungendo, in definitiva, una resa visiva più gradevole e consona all'hardware di PlayStation 4 e Xbox One, con pieno supporto alla risoluzione 4K su tutte le piattaforme disponibili. La messa a punto si evince soprattutto nelle sequenze video, in cui l'opera di conversione in alta definizione si unisce al taglio cinematografico della produzione: il risultato offre una visione delle cinematiche estremamente più gradevole, con un upgrade tanto dell'illuminazione quanto nei character design, in cui i volti dei protagonisti risultano questa volta più espressivi e dettagliati. La resa finale dell'edizione remaster di Red Faction: Guerrilla in termini visivi, in conclusione, non fa gridare certo al miracolo per un titolo dal comparto tecnico estremamente limitato, ma di certo il team di sviluppo ha svolto un ottimo lavoro di rifinitura per una creatura che avverte tutto il peso dei quasi dieci anni trascorsi dal suo esordio.

Il vero neo alla base di Red Faction: Guerrilla Re-mars-tered Edition, infatti, sta nella sua essenza ludica: pur riconoscendo l'importanza che ha rivestito sia per la serie che per il genere, portando a suo modo una versione ancor più libera ed esplosiva del GTA di turno che in quegli anni dominava gli scaffali dei negozi in ogni edizione, episodio e formato possibile, risulta evidente quanto il titolo ad oggi sia invecchiato piuttosto male. Se da un lato la trama della campagna principale può raccontare una storia interessante, dall'altro la produzione presta il fianco ad animazioni estremamente macchinose e una formula di gioco stanca, obsoleta e ripetitiva. L'estrema libertà concessa dal free roaming dona qualche ora di divertimento a cuor leggero e cervello spento, ma è impossibile non tener conto degli evidenti limiti tecnici che affondano le proprie radici in un prodotto sviluppato per gli hardware della scorsa generazione, oltre al fatto che oggi il genere del free roaming, con ambienti ed elementi altamente distruttibili, porta con sé esponenti di un certo spessore come le più recenti incarnazioni di Just Cause. Ad appesantire il tutto, poi, entra in gioco un gunplay estremamente irrisorio e basilare che, pur non rappresentando né il fiore all'occhiello né l'elemento centrale della produzione, fa a sua volta sentire tutto il peso dei suoi anni con un arsenale di armi non particolarmente ricco e un sistema di mira superficiale e poco ispirato.

Ad oggi, con quasi una decade sulle spalle e a ridosso del ciclo finale di una generazione successiva, con una sfilza di esponenti ben più sontuosi e consoni agli attuali standard tecnici, l'avventura di Alec Mason sul pianeta rosso (anche in versione rimasterizzata) risulta un'esperienza un po' vetusta, non fosse per un comparto visivo messo a punto a dovere e una buona ottimizzazione tra risoluzione e frame rate, che garantisce una fluidità generale propedeutica a un'esperienza in tutto e per tutto esplosiva. Il giusto compromesso, a parer nostro, tra un comparto tecnico anacronistico e gli attuali standard generazionali.

Scritto da Gregorio

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