Pechino, posti da non perdere

(Firenze)ore 07:46:00 del 24/03/2018 - Classe: , Luoghi da visitare

Pechino, posti da non perdere
Gli hutong (o U-tong) sono i vicoli più antichi di Pechino, spesso illuminati da lanterne rosse, altro emblema made in China

COSA VEDERE PECHINO - Scegliere cosa vedere a Pechino è un’impresa tutt’altro che facile, in una città vasta quanto una nazione ci sono infiniti luoghi e possibilità di visita. Riuscite a immaginare che esistono persone nate a Pechino che non hanno mai visto tutta quanta la città? Alcuni conoscono i quartieri limitrofi al loro, ma molti non hanno mai visitato i quartieri all’altro capo della metropoli.

COSA VEDERE PECHINO - Di certo possiamo trascorrere qualche giorno soggiornando in città e andando alla scoperta dei luoghi più importanti a livello culturale e storico per questa nazione.

Consideriamo anche che volare a Pechino non è più eccessivamente costoso e a volte si trovano offerte niente male, occasioni eccezionali per vivere un pezzo di Cina.

Ma vediamo cosa vedere a Pechino

Vediamo quali sono le 10 cose da fare a Pechino.

COSA VEDERE PECHINO

  • Addentrarsi nella Città Proibita Anche se ha perso la magnificenza di un tempo, quando nel XV secolo fu costruita come simbolo del potere imperiale delle dinastie Ming e Qing, la Città Proibita, nota anche come Palazzo Imperiale, resta un must tra le attrazioni pechinesi. Rappresenta il più grande complesso achitettonico al mondo: 980 edifici eretti su 720 mila mq. Patrimonio Unesco dal 1987, si compone di torri, porte, mura alte 10 metri, giardini e mitici palazzi in legno dai nomi balsamici, come Palazzo della Longevità, Palazzo della Tranquillità e Palazzo della Suprema Armonia (Taihedian), il più maestoso.

  • Perdersi per gli antichi hutong Gli hutong (o U-tong) sono i vicoli più antichi di Pechino, spesso illuminati da lanterne rosse, altro emblema made in China. Ai bordi degli hutong, le tradizionali siheyuan, abitazioni in legno a un solo piano, con cortile interno. Tra gli hutong più pittoreschi e meglio conservati, quelli a sud-ovest di Piazza Tienanmen, quelli di Nanluoguxiang e quelli vicini alla Torre del Tamburo, in Guloudajie Road, da percorrere possibilmente in bici, il mezzo preferito da molti pechinesi (a Pechino si trovano divesi rent in cui affittarne una). Altri hutong, invece, sono andati distrutti per far spazio agli ariosi quartieri che la modernità, soprattutto quella elitaria, impone.
  • Fare tai-chi al Parco Beihai Tra le aree verdi urbane, il Parco di Beihai è tra quelle imperdibili e il più esteso. A nord-ovest della Città Proibita, questo giardino imperiale realizzato nel X secolo ma aperto al pubblico solo nel 1925, si estende su più di 700 mila mq metà dei quali occupati dal Lago Beihai. Qui sarà possibile cimentarsi nell’antica arte del tai-chi, tecnica di combattimento oggi nota anche in Occidente come ginnastica rilassante, che trova negli spazi aperti il suo habitat naturale e che qui si svolge all’ombra del Muro dei Cinque Dragoni.
  •  Raggiungere in barca il Palazzo d’Estate Non tutti sanno che il famoso Palazzo d’Estate (Yiheyuan), dove la corte imperiale si trasferiva nei mesi caldi, può essere raggiunto in barca navigando i canali pechinesi. Nei pressi dello Zoo cittadino si trova infatti l’attracco dei traghetti che raggiungono il palazzo. Ed è qui che nel lago antistante, il Kunming, è possibile noleggiare una barca a remi e ammirare dall’acqua l’edificio ottocentesco che si staglia sulla Collina della Longevità. Sbarcando si potrà visitare il Lungo Corridoio del giardino l’edificio, ammirare gli affreschi dell’interno e pranzare nell’antico teatro, lontani dal coas pechinese.

  • Rivivere antiche tradizioni al Tempio del Cielo A meno di mezzora a piedi dalla Città Proibita, il Tempio del Cielo, conosciuto anche come Tempio del Paradiso e di nuovo Unesco, era il luogo dove si svolgevano i riti sacrificali al “cielo”, massima divinità cinese, officiati dallo stesso imperatore. Costruito nel 1420, ancora oggi il Tempio si mostra com’era in origine, costituito da tre parti: un grande altare circolare con tanto di braceri su cui venivano sacrificati gli animali o bruciati oggetti preziosi; e i due templi della Preghiera del buon raccolto e del Dio dell’Universo con il Muro dell’Eco dove divertirsi a sussurare parole, volendo preghiere, che continuano a risuonare come vuole la tradizione taoista.
  • Ammirare allo Zoo il leggendario panda gigante Nel quartiere di Xizhimen si trova una delle attrazioni preferite dai piccoli, ma non solo: lo Zoo di Pechino. Giardini, stagni con gli immancabil fiori di loto ed edifici risalenti alla dinastia Qing, fanno da scenografica quinta ad animali rari. Noto anche come il “giardino dei 10 mila animali”, lo Zoo oggi ne conta circa 7 mila e tra i meno comuni, oltre al cervo dalle labbra bianche e agli yak tibetani, il più ricercato è il panda gigante, specie a rischio e  simbolo dell’intera Cina. Vuoi per la fama che li precede che per il simpatico aspetto, i panda attirano ogni giorno centinaia di curiosi ammiratori.
  • Gustare la vera cucina cinese Tra le migliori cucine al mondo, anche quella cinese mertia di essere approfondita. 
Assaggiare i piatti delle tradizione nei ristoranti di Pechino – molti si trovano nel sobborgo modaiolo noto come Legation Quarter – o in qualche locale più alla mano brulicante a ogni ora del giorno e della notte – il quartiere di Houhai pullula di bar e ristoranti di tendenza – è un’esperienza da non mancare. Tra i piatti da provare i noodles, spaghettini espressi fatti a mano, la zuppa di pinne di squalo e, regina della tavola pechinese, l’anatra “laccata”, splamata di miele e accompagnata da tè verde.
  • Rigenerarsi al Tempio Lama Yonghe Situato nell’area nord-orinetale di Pechino, è il tempio più vivace della capitale, acceso nei colori e nell’energia che sprigiona, complici i profumati incensi e gli alti cipressi. Sale, padiglioni e cortili si rincorrono per tutto il Tempio eretto alla fine del XVII secolo e trasformato da palazzo a monastero lama a 50 anni dalla costruzione. L’interno è un tripudio si statue dedicate al Buddha, come quella alta 23 metri e intagliata in una pianta di sandalo nel Padiglione Wanfu, e ad altre divinità. Da non perdere la Sala della Ruota della Legge.
  • Conoscere l’arte del Distretto 798 Da zona industriale dismessa a polo culturale. Anche Pechino ha i suoi capannoni abbandonati riconvertiti in spazi d’arte come ogni metropoli di tendenza. L’area in oggetto si chiama Distretto 798 e ospita artisti locali che con i loro laboratori e gallerie mostrano a concittadini e turisti il lato artistico più contemporaneo della città. Qui non mancano bar e negozi, mentre è assente una fermata della metro. Il distretto si raggiunge infatti in taxi o in autobus.
  • Fare shopping come un pechinese Che in fatto di commercio a buon mercato i cinesi ci sappiano fare è assodato, basta solo stare attenti alla qualità. Seguire le abitudini di acquisto di un pechinese può essere una buona strada. Il mercato di Dongdan è ottimo per chi è in cerca di artigianato locale così come via Liulichang offre una vasta scelta di arredi e complementi di antiquariato. Che sia una sciarpa di seta, un cofanetto in madreperla o un aquilone dipinto a mano, un souvenir cinese ha sempre il suo fascino e il Panjiayuan o Dirt Market, aperto il sabato e la domenica, o Nanluoguxiang, sono i posti giusti per togliersi ogni sfizio.
Scritto da Gerardo

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