La prova di The Grand Tour Game

(Bologna)ore 09:37:00 del 12/09/2018 - Classe: , Videogames

La prova di The Grand Tour Game
Le modalità di gioco che abbiamo provato sono state tre: la prima era una classica gara, in cui tre giocatori competevano per il primo posto; la seconda era una modalità time attack, in cui dovevamo battere il record prestabilito; infine, la terza prevede

 

Nel 2015 l’addio al programma britannico Top Gear da parte dei presentatori Jeremy Clarkson, Richard Hammond e James May fece a lungo discutere pubblico e stampa. Non ci volle molto perché Amazon fiutasse l’odore del denaro e proponesse al trio di tuffarsi in una nuova avventura, simile ma al contempo differente da quanto proposto dal loro precedente programma in onda sulla BBC. Così nacque The Grand Tour, serie ormai alle porte della sua terza stagione. Visto il suo successo, non stupisce che Amazon, con il suo neonato Amazon Game Studios, abbia voluto tentare di tradurlo in ambito videoludico. Nasce così The Grand Tour Game, titolo che abbiamo avuto modo di provare a Gamescom 2018

Uno show videoludico

L’idea di base del gioco di The Grand Tour è quella di permettere ai giocatori di replicare le gesta compiute da Clarkson, Hammond e May durante le puntate della serie tv. Per questo il gioco uscirà ad episodi: ad ogni puntata della serie corrisponderà una puntata del gioco, in cui visiteremo le stesse location visitate dal trio e potremo affrontare le stesse sfide.

Per chi non lo sapesse, in The Grand Tour i tre presentatori si mettono alla guida di diverse vetture per compiere gesta a dir poco rocambolesche in diversi luoghi del mondo, lasciando il loro marchio in ogni angolo del globo. Il gioco, dunque, riprende la struttura della serie, lasciandoci impersonare uno dei tre presentatori durante le loro sessioni di guida. Le modalità di gioco che abbiamo provato sono state tre: la prima era una classica gara, in cui tre giocatori competevano per il primo posto; la seconda era una modalità time attack, in cui dovevamo battere il record prestabilito; infine, la terza prevedeva di compiere tre giri del circuito commettendo il minor numero possibile di errori. In ciascun caso, si tratta di modalità piuttosto banali, senza alcun elemento che vada a differenziare il gioco da quanto proposto da titoli dello stesso genere. Da segnalare è la possibilità di giocare in split-screen: fino a quattro giocatori potranno sfidarsi sulla stessa tv. In queste gare lo spirito arcade del titolo si fa sentire ancora di più grazie alla presenza di palloncini lungo il percorso, che donano oggetti bonus quando si entra in contatto con essi. Questi oggetti ci permetteranno di ostacolare i nostri avversari, ad esempio facendo comparire un gigantesco messaggio sulla loro schermata, impedendo loro di avere una visuale ottimale del percorso. Purtroppo abbiamo potuto contare solamente una manciata di oggetti, elemento questo che rende le corse estremamente ripetitive dopo le prime prove.

Cominciano i problemi

Il primo impatto con The Grand Tour è negativo: l’aspetto estetico è chiaramente arretrato, al punto che il titolo avrebbe sfigurato sulle console di scorsa generazione. Se su questo, però, si potrebbe chiudere un occhio, i veri problemi cominciano quando si prende il pad in mano. In The Grand Tour è completamente assente qualsiasi feeling di guida: non si ha mai davvero l’impressione di essere in controllo della propria auto, basta una leggera inclinazione dell’analogico perché il veicolo schizzi nella direzione prescelta, come se il suo peso e l’attrito col terreno semplicemente non esistessero.

Non solo: nonostante abbiamo avuto modo di provare diverse vetture nel corso della nostra prova, ciascuna di esse dava l’impressione di essere completamente identica alla precedente, eliminando, di fatto, un altro degli elementi cardine della serie. Già così i motivi per mettere le mani su The Grand Tour scarseggiano: come se non bastasse, però, il design dei tracciati è così scialbo ed anonimo da togliere qualsiasi voglia potesse essere rimasta di mettersi nuovamente al volante dei bolidi pilotati dal trio. Davvero un peccato, perché le premesse per realizzare un titolo interessante, che andasse a fare la felicità dei numerosi fan della serie targata Amazon, c’erano tutte, almeno a livello concettuale: è l’esecuzione, qui, a lasciare completamente il fianco scoperto.

Da: QUI

 

Scritto da Carmine

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