La prova di Steel Division 2

(Trento)ore 21:38:00 del 28/06/2019 - Classe: , Videogames

La prova di Steel Division 2
Stesso discorso per i carri, dal più agile e leggero T34/76 sovietico fino al possente Panter G tedesco, passando ovviamente per l’artiglieria e per il supporto aereo, senza dimenticare i rifornimenti per le munizioni.

 

RECENSIONE STEEL DIVISION 2 - Questo secondo capitolo è un mix di tradizione e innovazione. Come per la maggioranza dei titoli creati dal team francese, la base resta quella di un wargame tattico disposto su mappe dalle ampie dimensioni in cui muovere le proprie truppe per annichilire la resistenza nemica. Si tratta di un titolo complesso che, sotto un’apparente immediatezza tradita da una UI semplice e chiara, nasconde svariati strati di complessità.

RECENSIONE STEEL DIVISION 2 - Se nella vostra libreria virtuale appare il primo Normandy ‘44 non avrete molte difficoltà nel ritrovare gli stessi input e modalità di trasmissione delle istruzioni ma se avete saltato il precedente step… Auguri. Steel Division 2 è infatti privo di qualsivoglia tutorial e manca quella classica missione iniziale in cui vengono spiegati i comandi o introdotte le modalità di gioco.

RECENSIONE STEEL DIVISION 2 - Ciò che resta da fare è scorrere il lungo manuale, per nulla amichevole e ovviamente scritto in inglese in tutte le sue pagine. Piazzato davanti allo scenario, l’ignaro generale da tastiera deve provare a mettere assieme tutti i tasselli del puzzle e, anche quando avrà capito come muovere un Tiger o come occupare il tetto di una chiesa con un cecchino, con ogni probabilità vedrà apparire la parola “Sconfitta” al termine della missione.

Lo sconforto è proprio dietro l’angolo. Questo è un vero peccato, perché siamo davanti al più classico esempio di “easy to learn but hard to master”, un titolo capace di dare non poche soddisfazioni una volta superato il duro scoglio iniziale. Ogni unità è riccamente dettagliata e la sua scheda presenta numerose statistiche che ne mettono in evidenza l’utilizzo, differenziando fra fanti d’assalto e quelli più difensivi dotati di mitragliatrici automatiche.

Stesso discorso per i carri, dal più agile e leggero T34/76 sovietico fino al possente Panter G tedesco, passando ovviamente per l’artiglieria e per il supporto aereo, senza dimenticare i rifornimenti per le munizioni. In questa ricchezza permane una certa traccia di microgestione e per ottimizzare al meglio gli ordini occorre intervenire su svariati aspetti, inizialmente un po’ alla cieca visto che non viene data alcuna spiegazione.

Essendo un RTS infatti non avrete un attimo di tempo per rifiatare e sarete subito costretti a catapultarvi in un’altra zona per dare nuovi ordini alle unità sotto attacco. Il gameplay quindi risulta essere abbastanza frenetico, soprattutto se non si è abituati a titoli del genere. Combattere su un fronte molto ampio non sarà uno scherzo, ma per fortuna ci vengono incontro le varie modalità di gioco. Sarà possibile infatti giocare partite fino a 8 giocatori (4 vs 4) proprio per ovviare ai problemi di questo tipo.

Molto apprezzato, oltre al fronte dinamico che ci fa capire esattamente il territorio sotto il nostro controllo, risulta essere anche il sistema dedicato alla creazione delle unità. In alto a sinistra infatti troveremo un numero che ci permetterà di acquistare un tot di unità per volta. Periodicamente questo numero sarà incrementato di una determinata cifra che varia in base alle imprese compiute durante la partita. Più punti realizziamo, più unità potremo acquistare e schierare sul campo.

Sebbene la grafica quindi sia accettabile da questo punto di vista, è nell’impostazione dell’HUD che il gioco risulta essere alquanto caotico. Sebbene a un primo sguardo (con il gioco in pausa) la schermata sia abbastanza pulita, durante il gioco (soprattutto nelle prime ore) viene difficile notare ogni particolare. Il timer sotto la mappa con i relativi comandi della velocità, i vari ordini da impartire alle truppe e gli stessi aerei non sono facili da notare disseminati in quel modo sullo schermo.

Sebbene la grafica lasci quindi a desiderare, l’audio del gioco risulta essere curato, anche se con qualche difetto. La musica in sottofondo infatti è fin troppo alta anche impostando un livello basso della stessa. Caso contrario invece risulta per i segnali di attacco delle truppe; l’audio infatti non è molto forte e in alcuni momenti rischiamo di perdere qualche informazione che potrebbe salvare le nostre truppe!

Anche l‘IA sembra alquanto sbilanciato. Durante la fase di caricamento dell’artiglieria infatti, le unità avversarie spesso si sposteranno dall’area interessata, come se leggessero le nostre mosse.

Siamo giunti alla conclusione di questa recensione su Steel Division 2 ed è quindi arrivato il momento di tirare un po’ le somme. Il gioco sicuramente è da apprezzare per la cura messa dagli sviluppatori sia nelle varie truppe che lo caratterizzano, sia nel tentativo di riprodurre quelli che sono stati alcuni degli avvenimenti principali lungo il fronte “nazzi-sovietico”. Buona risulta essere la difficoltà nell’avanzare se non si dispone delle truppe giuste per sfondare la linea di difesa nemica. 

Tuttavia a complicarci ancora di più la vita arriva un HUD non propriamente ottimizzato per questo tipo di gioco. Anche il sistema di allarmi che caratterizza il titolo è sicuramente da rivedere. Molto spesso, soprattutto in fasi concitate, rischiamo di perdere alcune delle nostre unità proprio per questo motivo. A lungo andare comunque il gioco risulta essere ripetitivo, soprattutto con un’ IA in grado di “leggere le nostre mosse” e ripararsi mentre l’artiglieria carica i colpi da sparare in quella zona.

 

Scritto da Carmine

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