La prova di Dead or Alive 6

(Campobasso)ore 10:29:00 del 07/03/2019 - Classe: , Videogames

La prova di Dead or Alive 6
In particolar modo, piazzando uno stordimento fatale o un assalto fatale, la ricompensa in termini di riempimento è notevole.

 

DEAD OR ALIVE 6 RECENSIONE - Le vicende del clan ninja Mugen Tenshin e della DOATEC ritornano in Dead or Alive 6, nuovo capitolo del picchiaduro Tecmo Koei che tenta di rilanciare la serie dopo ben sette anni di assenza. A distanza di un’intera generazione (e con diverse versioni uscite nel corso degli anni), KasumiHayateAyane e il roster di lottatori al gran completo incrociano i loro destini in una storia che, nel bene e nel male, mantiene intatto lo spirito della saga.

Nuovi guai in vista

DEAD OR ALIVE 6 RECENSIONE - La storia di Dead or Alive 6, come da tradizione, è rimasta piuttosto leggera, con diversi momenti triviali e tante scuse per le menare le mani. Il destino ha voluto che Fame Douglas pagasse con la vita il tentativo di fermare Donovan e M.I.S.T., il gruppo di ricerca che faceva capo alla DOATEC. Adesso, quella stessa ricerca che stava tentando di fermare, sta riprendendo vigore. Mentre Kasumi si riavvicina dopo il suo ritiro in montagna, e mentre l’attenzione di Helena viene catalizzata da un nuovo personaggio, nell’ombra qualcosa di strano inizia a muoversi, creando una fitta rete di intrighi che dovrete scoprire all’interno della modalità dedicata, suddivisa in una sorta di grande mosaico.

DEAD OR ALIVE 6 RECENSIONE - Con DOA 6 sembra che Koei Tecmo e il Team Ninja abbiano deciso di invertire la rotta, probabilmente per via dei numeri sempre crescenti generati dagli eventi esportivi sparsi per il mondo. Ecco quindi che anche nel combat system di Dead or Alive compare per la prima volta una seconda barra legata a utili tecniche speciali con cui ribaltare le sorti di uno scontro. L'indicatore devastazione aumenta mettendo a segno i colpi o contrastandoli in modo adeguato, ma ci sono tecniche con cui è possibile riempire la barra molto rapidamente. In particolar modo, piazzando uno stordimento fatale o un assalto fatale, la ricompensa in termini di riempimento è notevole.


Per garantire a tutti la possibilità di ribaltare la situazione anche nei momenti di maggiore svantaggio, sono state aggiunte nuove dinamiche che banalizzano fin troppo il gameplay. Ogni personaggio di Dead or Alive 6 può contare su degli attacchi chiamati Assalti Fatali, che causano uno stordimento lasciando l'avversario totalmente indifeso. L'unico modo per uscire da questa situazione è spendere una porzione dell'indicatore devastazione e affidarsi alla Presa devastante.
Si tratta di una contromossa in grado di intercettare gli attacchi alti, medi e bassi: una tecnica molto utile per uscire dalla pressione del rivale. Il suo pregio più grande, tuttavia, è il fatto di poterla usare anche durante lo stordimento fatale, una condizione che rende normalmente impossibile qualsiasi tipo di reazione.
I Colpi devastanti, invece, sono mosse che possono essere sferrate consumando l'intero indicatore devastazione. Questi attacchi causano danni ingenti e sono in grado di interrompere alcuni assalti degli sfidanti, permettendo di capovolgere situazioni particolarmente difficili.
Il vero problema di DOA 6 non è però il sistema di combattimento non perfettamente equilibrato, ma un'offerta non del tutto soddisfacente.

Il comparto tecnico non propone un salto avanti notevole rispetto al precedente episodio: gli sviluppatori hanno lavorato bene sull'illuminazione, che contribuisce a rendere piuttosto gradevole il colpo d'occhio, ma a un'analisi più attenta si notano texture sfocate, problemi di aliasing e, sulle versioni base della PS4, alcuni rallentamenti impossibili da perdonare per un gioco di combattimento.

In Dead or Alive 6 è presente l'opzione per scegliere tra la modalità azione, che si concentra sul framerate, e quella cinematografica, che predilige i dettagli. Tale soluzione era già presente in Nioh, ma in un fighting game gli sviluppatori dovrebbero concentrarsi principalmente sulla fluidità, per poi pensare al resto. La presenza di questa opzione lascia capire la confusione generale che circonda lo sviluppo del titolo. Confusione confermata da una campagna marketing che inizialmente ha spinto sul fatto che questo sarebbe stato il capitolo di Dead or Alive meno sessualizzato in assoluto, salvo poi fare marcia indietro alle prime proteste dei fan, arrivando a inserire una modalità fotografica con "infinite possibilità" e gli immancabili costumi rivelatori. Nel roster sono poi presenti due nuovi personaggi, Diego e la studiatissima Nico, creata seguendo tutte le mode attuali nel campo degli anime e delle idol. I lottatori si inseriscono a dovere all'interno del cast, senza creare particolari squilibri, ma per aggiungere due combattenti inediti sono stati sacrificati volti storici come Ein, Gen Fu, Leon e tutti i DLC. Se l'assenza di Mai Shiranui è comprensibile per una banale questione di diritti, lo stesso non si può dire per i personaggi legati alle Proprietà Intellettuali del Team Ninja e di Koei Tecmo.

Passando alla modalità storia, vi troverete dinanzi ad un'esperienza è piuttosto longeva, che alterna sequenze narrative a combattimenti sempre più difficili.

La trama ha qualche spunto interessante, soprattutto nelle fasi avanzate, quindi se avete sempre acquistato Dead or Alive per il comparto narrativo, vi sentirete a casa.

In aggiunta, sul fronte del single player ci sono diverse missioni che richiedono di raggiungere alcuni obiettivi durante gli scontri con personaggi predefiniti. Simili attività collaterali non sono presenti in gran numero, e tendono a essere piuttosto facili da completare, motivo per cui ve ne dimenticherete molto presto.

Sarete quindi spronati a portarle a termine principalmente per accumulare punti con cui conquistare i costumi e acquistare i numerosi sbloccabili presenti nel disco.

Non manca poi una piccola parte dedicata alla personalizzazione dei combattenti. Si possono cambiare le pettinature ed equipaggiare vari modelli di occhiali, tutti oggetti da ottenere investendo i punti racimolati nelle varie modalità. Per perfezionare il proprio stile di lotta, poi, c'è l'immancabile tutorial, affiancato da una corposa modalità allenamento con cui studiare le combo e sperimentare le punizioni più dolorose.

Un cantiere aperto

La modalità online di DOA6 è così poco rifinita da sembrare incompleta. I giocatori che vogliono mettersi alla prova in rete, infatti, possono affrontare solo le partite classificate. Non esiste l'opzione per creare le lobby e invitare gli amici, quindi online ci si può battere solo contro utenti casuali scelti dal matchmaking.

Come accade in Street Fighter V, poi, il personaggio da usare nelle sfide in rete può essere scelto solo prima di effettuare la ricerca e non può essere cambiato a meno di non interrompere l'operazione, tornare nell'apposito menu e scegliere di nuovo.

 

Scritto da Gregorio

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