Khalid Chaouki, il paladino del PD da 5 anni non paga CONTRIBUTI All'assistente

(Roma)ore 15:09:00 del 12/10/2017 - Classe: , Denunce, Politica

Khalid Chaouki, il paladino del PD da 5 anni non paga CONTRIBUTI All'assistente
Chaouki è il classico componente del PD: attentissimo ai diritti, i suoi... Che poi essendo nato a Casablanca, come fa ad essere cittadino italiano?

Chaouki è il classico componente del PD: attentissimo ai diritti, i suoi... Che poi essendo nato a Casablanca, come fa ad essere cittadino italiano? Questa cosa mi convince che lo ius sóla deve essere ostacolato ad ogni costo... Trovo che già si regalino le cittadinanze a troppe persone, anzi, sarei dell'idea che chi ottiene la cittadinanza per la prima volta dovrebbe poter votare, ma non candidarsi ad una carica pubblica... Magari potranno i suoi figli. Se questo fosse realtà ci saremmo evitati personaggi inutili e dannosi della risma di Josefa Idem, la Kienge e anche Chaouki stesso.

C’è un campione dei diritti umani e del Pd che si scopre evasore contributivo totale e pure contumace. Ha appena aderito allo sciopero della fame per lo ius soli e da sempre difende parità di diritti tra stranieri e italiani, ma alla sua assistente parlamentare – italianissima – da cinque anni non versa un contributo che sia uno, come fosse una colf in nero, totalizzando nell’arco di un’intera legislatura la bellezza di 12.500 euro di mancati versamenti previdenziali. La storia che tira in ballo Khalid Chaouki – deputato e coordinatore dell’intergruppo cittadinanza e immigrazione – racconta meglio di altre la doppia morale del ceto politico nostrano.

Diceva Ghandi che la democrazia si vede da come si tengono gli animali. In Italia anche da come i parlamentari trattano i loro assistenti, come conferma lo scandalo appena costato le deleghe a un sottosegretario. Nel caso specifico Chaouki appena eletto ha assunto una collaboratrice ma nonostante le richieste di regolarizzare la posizione non le ha versato i contributi per quasi 5 anni. Così lei lo trascina in giudizio, al quale lui si sottrae finendo per essere dichiarato contumace dal giudice, come un qualunque gestore di pub in fuga dal Fisco

Parliamo di un giovane politicamente cresciuto sulla battaglia per i diritti degli ultimi fino a diventare un pezzo grosso del Partito Democratico. “Ma è tutto risolto – assicura lui al telefono, preso alla sprovvista – è vero, c’è stato un ritardo nel versamento (di 5 anni, ndr) che è dovuto a problemi personali, ma ora abbiamo trovato un accordo, per cui la causa sarà ritirata. Altro non dico”. Il legale di lei, avvocato Marzia Rositani, avvertito dell’interesse della stampa in serata precisa: “Un possibile accordo è in avanzato stato di composizione”. Accordo che arriva dunque dopo il vorticoso giro di telefonate ma agli atti, per ora, non risulta nulla di tutto ciò. Tanto che è già fissata la prossima udienza che si terrà il 20 febbraio 2018, alla fine della Legislatura

Riferimenti: Il fatto

Scritto da Gerardo

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