Compiti a Casa: INUTILI, PREVARICANTI E DANNOSI!

(Genova)ore 22:49:00 del 13/09/2017 - Classe: , Cultura, Denunce, Sociale

Compiti a Casa: INUTILI, PREVARICANTI E DANNOSI!
Si può dire che l'importanza dei compiti a casa sia uno degli assiomi fondamentali della scuola di oggi, eppure c'è qualcuno che sta mettendo in discussione questo assioma, qualcuno che nella scuola ci ha vissuto e continua a viverci sia come dirigente sc

Un dirigente scolastico spiega perché i compiti sono inutili e dannosi.

Ci è sempre stato detto che i compiti a casa sono utili, anzi essenziali, e che noi genitori dobbiamo impegnarci e sacrificare il tempo che passiamo con i nostri figli, per seguirli, incoraggiarli e spesso obbligarli a fare i compiti. 

Si può dire che l'importanza dei compiti a casa sia uno degli assiomi fondamentali della scuola di oggi, eppure c'è qualcuno che sta mettendo in discussione questo assioma, qualcuno che nella scuola ci ha vissuto e continua a viverci sia come dirigente scolastico che come genitore.

Perché i compiti sono ritenuti importanti da chi li sostiene?

Si tratta di un impegno irrinunciabile per la quasi totalità dei docenti che però non chiariscono, a se stessi, prima ancora che agli studenti e ai loro genitori, le ragioni di una così radicata e diffusa consuetudine. Ancor più improbabile trovare negli strumenti di documentazione in uso nelle scuole (Registri, Agende, Quaderni, Diari, Verbali…) riferimenti a scopi men che generici: non vi è traccia di una definizione puntuale, operativa degli obiettivi didattici che ci si prefigge di raggiungere attraverso lo svolgimento dei compiti a casa.

Impensabile, date le premesse, la predisposizione di appositi strumenti di verifica, utilizzando i quali si possa stabilire se tale attività abbia prodotto gli effetti desiderati; non ci si impegna, cioè, a specificare gli indicatori (in termini di sapere, saper fare, saper essere) che dovrebbero stimare l'efficacia della procedura adottata.
Volendo essere ancora più chiari: gli insegnanti non dicono (e nemmeno scrivono) perché danno i compiti a casa, e non si attrezzano per stabilire se l’impegno sia utile, in che senso lo sia, se sia questo il solo modo o il modo migliore, il più «economico» e razionale per ottenere i risultati (quali?) attesi.

La risposta che più frequentemente ricorre, nelle rare occasioni in cui qualcuno si provi a chiedere spiegazioni in merito, è fin troppo ovvia, quasi superflua: i compiti a casa servono allo studente per imparare a memorizzare i contenuti dell'insegnamento, a riferirli nel corso dell'interrogazione e impiegarli nella prova scritta, a strutturare logicamente le informazioni, a rielaborare i dati trasmessi durante la lezione o la lettura del manuale, per imparare ad applicare le conoscenze acquisite, a dimostrarne la padronanza, insomma per apprendere, costruire, sviluppare, perfezionare il metodo di studio.
Ma, come dicevo, è proprio ciò che si dovrebbe fare a scuola.

Perché invece voi li ritenete dannosi?

Credo che il Manifesto del Gruppo: “Basta compiti!” risponda nel modo più esaustivo.
I compiti a casa sono:

  • inutili: le nozioni ingurgitate attraverso lo studio domestico per essere rigettate a comando (interrogazioni, verifiche...) hanno durata brevissima – dopo un paio di mesi non si ricorda nulla;
  • dannosiprocurano disagi, sofferenze soprattutto agli studenti già in difficoltà, suscitando odio per la scuola e repulsione per la cultura, oltre alla certezza, per molti studenti “diversamente dotati”, della propria «naturale» inabilità allo studio;
  • discriminanti: avvantaggiano gli studenti avvantaggiati, quelli che hanno genitori premurosi e istruiti, e penalizzano chi vive in ambienti deprivati, aggravando, anziché “compensare”, l'ingiustizia già sofferta;
  • prevaricanti: ledono il “diritto al riposo e allo svago” (sancito dall’Articolo 24 della dichiarazione dei diritti dell’uomo) riconosciuto a tutti i lavoratori - e quello scolastico è un lavoro oneroso e spesso alienante: si danno anche nelle classi a tempo pieno, dopo 8 ore di scuola, persino nei week end e “per le vacanze”;
  • impropricostringono i genitori a sostituire i docenti; senza averne le competenze professionali, nel compito più importante, quello di insegnare a imparare (spesso devono sostituire anche i figli, facendo loro i compiti a casa);
  • limitanti: lo svolgimento di fondamentali attività formative (che la scuola non offre: musica, sport, arte...), oltre gli orari delle lezioni, che richiedono tempo, energie, impegno, esercizio, sono limitate o impedite dai compiti a casa;
  • stressantimolta parte dei conflitti, dei litigi (le urla, i pianti, le punizioni...) che avvengono tra genitori e figli riguardano lo svolgimento, meglio il tardivo o il mancato svolgimento dei compiti; quando sarebbe invece essenziale disporre di tempo libero da trascorrere insieme, serenamente;
  • malsani: portare ogni giorno zaini pesantissimi, colmi di quadernoni e libri di testo, è nocivo per la salute, per l'integrità fisica soprattutto dei più piccoli, come dimostrato da numerose ricerche mediche
Scritto da Gregorio

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