Come recuperare la virilita' maschile perduta

(Trento)ore 18:20:00 del 07/08/2019 - Classe: , Salute, Sesso

Come recuperare la virilita' maschile perduta
COME RECUPERARE VIRILITA' MASCHILE - Dal punto di vista organico l’eliento più importante è un ormone, il testosterone.

COME RECUPERARE VIRILITA' MASCHILE - Dal punto di vista organico l’eliento più importante è un ormone, il testosterone. Questa sostanza infatti condiziona l’intera vita sessualeorganica e psicologica, dall’adolescenza sino alla senescenza.

Sappiamo per esipio che la sua produzione aumenta sino ai 30-35 anni, per poi stabilizzarsi e successivamente decrescere con ritmo diverso da individuo a individuo. Molti sono i fattori che la influenzano: l’età, la presenza di alcune malattie, lo stile di vita, le condizioni del fegato, e altre ancora. Tra i segnali anche precoci di una diminuzione della produzione di testosterone troviamo: l’aumento del grasso addominale, la diminuzione della massa muscolare, stanchezza, aumento di peso, alterazioni dell’umore e delle funzioni cognitive, calo della libido, disfunzione erettile, malattie della prostata, e così via.

COME RECUPERARE VIRILITA' MASCHILE - La nostra “macchina”, inizialmente perfetta, può subire una specie di usura che ne riduce la potenza e l’efficacia, abbassando quella soglia oltre la quale cominciano a manifestarsi quei sintomi di carattere generale e sessuale che minano la nostra sicurezza rendendoci più incerti e dubbiosi sulle nostre capacità, meno potenti sessualmente, meno stimolati e stimolanti, insomma, in una sola parola meno “virili”.

COME RECUPERARE VIRILITA' MASCHILE - Cosa fare allora per mantenere o recuperare la virilità perduta?

  • adattare lo stile di vita: ormai tutti sanno che dieta sana, regolare attività fisica e astensione da fumo e alcool sono la migliore medicina per ridurre l’usura della nostra “macchina"

  •  integrare l’alimentazione con sostanze ricche di principi attivi antiossidanti e integratori alimentari. Attenzione: non casualmente, ma sotto indicazione di uno specialista

  • rivolgersi al proprio andrologo/sessuologo medico di fiducia, che attraverso visita e siplici esami sarà in grado di ottenere una fotografia esatta della vostra salute sessuale, e di intervenire dove si evidenzierà una carenza o un eccesso

L’erezione del pene, e il mantenimento della stessa durante il rapporto sessuale, nasce grazie a una serie di fenomeni a catena, in cui il primo provoca il successivo e così via. Il punto di partenza di tutto il meccanismo psico-fisico è l’eccitazione mentale e psicologica, in seguito a stimoli sensoriali di carattere erotico (vista, udito, tatto, olfatto, immaginazione).

L’eccitazione sessuale psicologica provoca il rilascio di ormoni, impulsi chimici, neurali e bioelettrici che, dirigendosi verso la zona genitale, determinano il rilascio della muscolatura liscia del pene e l’afflusso di sangue nei corpi cavernosi. In questo modo, quest’ultimi si possono gonfiarsi di sangue come se fossero una spugna o un palloncino e portare il pene dallo stato di riposo allo stato eretto. Questo è ciò che accade quando l’eccitazione mentale è “pura” e priva di blocchi. Ma ecco che qui può entrare in gioco l’ansia da prestazione a giocare brutti scherzi, creando grossi problemi o limiti alla normale capacità erettiva.

Infatti, la paura di non essere all’altezza crea agitazione interiore, tensione mentale e quindi un blocco o un freno allo stato psicologico di eccitazione. Venendo meno l’eccitazione mentale, si vanno a interrompere o a limitare tutti i processi fisiologici successivi del meccanismo erettile e il pene riceve meno sangue dando così luogo ai problemi di erezione o limitando la sua potenzialità erettiva. Inoltre, lo stato ansiogeno induce la produzione di ormoni dello stress come l’adrenalina e la noradrenalina e un processo di vasocostrizione (restringimento dei vasi sanguigni), rendendo ancora più problematica e difficoltosa l’erezione del pene e il suo mantenimento in tale stato.

Come evitare di alimentarla

Di fronte ai disagi generati dall’ansia da prestazione sessuale, molti uomini tendono a preoccuparsi eccessivamente e a temere di avere problemi organici alla sfera genitale, oppure a deprimersi facilmente pensando che sia una cosa grave, rara e poco virile. Ma in questo modo non fanno altro che alimentare la preoccupazione (in modo irrazionale) e quindi, senza rendersene pienamente conto, finiscono per aumentare ulteriormente anche il loro stato ansiogeno peggiorando così la loro situazione. Molti cercano nei rimedi farmacologici (o a volte in quelli naturali o in preparazioni erboristiche) una speranza di salvezza per sentirsi più sicuri, illudendosi che in questo modo avranno un’erezione certa al 100%. Tuttavia non è così per due motivi:

  • I farmaci per la disfunzione erettile non provocano un’erezione automatica, perché per provocarla occorre, in ogni caso, una pura e sana eccitazione mentale senza blocchi psicologici. Pertanto, se vi è insicurezza verso l’esito del rapporto sessuale (o verso il soddisfacimento della partner), allora molto probabilmente si presenteranno problemi erettivi, anche se si assumono preparazioni farmacologiche poiché l’ansia da prestazione non è stata eliminata alla radice.

  • Riponendo fiducia e speranza nei farmaci si instaura un meccanismo psicologico di dipendenza mentale dai farmaci stessi. Infatti, questi ultimi andrebbero assunti per sempre prima di ogni rapporto sessuale e, in questo modo e senza esserne consapevoli, si diventa psicologicamente dipendenti dal farmaco e si sminuisce ulteriormente la propria autostima sessuale, alimentando la credenza interiore di non poter fare a meno di un “aiuto” esterno…

Scritto da Carmine

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