Caduta Governo: le misure che possono saltare

(Genova)ore 15:03:00 del 26/08/2019 - Classe: , Politica

Caduta Governo: le misure che possono saltare
Dall'Assestamento di bilancio alle nuove regole per i rider, passando per il salario minimo. Quali sono i disegni di legge che potrebbero saltare con la fine dell'esecutivo gialloverde

CRISI GOVERNO, LE MISURE CHE RISCHIANO DI SALTARE - La crisi di governo innescata dalla Lega, conclusasi con le dimissioni del Premier Giuseppe Conte e la conseguente caduta dell’esecutivo, rischia di bloccare diverse misure in attesa di sviluppo e approvazione.

A risentire della situazione di precarietà governativa potrebbero essere svariati settori e figure: dai dipendenti pubblici ai rider, fino alle aziende e ai nuclei familiari, solo per citarne alcuni. Inoltre resta aperta la questione dell’aumento dell’Iva, da sventare facendo quadrare i conti nella prossima Legge di bilancio.

Se non ci si dovesse riuscire, con ogni probabilità, si andrebbe incontro a un’impennata dei prezzi che porterebbe a un drastico calo di consumi che, a sua volta, rischierebbe di gettare il paese in una grave recessione economica.

CRISI GOVERNO, LE MISURE CHE RISCHIANO DI SALTARE 

DDL ASSESTAMENTO

Un provvedimento chiave, rimasto in sospeso, è il disegno di legge sull'assestamento di bilancio che, insieme al decreto 'salva conti', già approvato dalle Camere, riduce di 7,6 miliardi il deficit rispetto alle previsioni del Def di aprile. Il via libera del Consiglio dei Ministri è arrivato il 1 luglio. Essendo un disegno di legge non ha una scadenza, ma poiché le misure si inseriscono all'interno della trattativa con Bruxelles, il Parlamento dovrà varare il testo il prima possibile.

L'Aula del Senato ha approvato il Rendiconto 2018 e l'Assestamento 2019 il 23 luglio senza modifiche rispetto al testo presentato dal Governo. Il ddl è passato ora all'esame della Camera per il via libera definitivo ed è atteso in Aula da lunedì 16 settembre.

SALARIO MINIMO

In stand-by da mesi, in commissione Lavoro del Senato, il ddl sull'introduzione del salario minimo, cavallo di battaglia dei 5 Stelle, da sempre terreno di scontro tra M5s e Lega. L'approdo nell'Aula di Palazzo Madama è più volte slittato a causa del mancato accordo politico tra le forze di maggioranza. La proposta grillina contro cui si sono schierate tutte le parti sociali, tranne i sindacati autonomi e di base, è stata frenata dalla Lega che teme contraccolpi per il mondo produttivo, soprattutto in termini di aumento del costo del lavoro.

Secondo quanto prevede il Ddl, che la senatrice 5S Nunzia Catalfo ha presentato a luglio del 2018 e modificato nel corso dell'iter parlamentare, il trattamento economico minimo orario previsto dal contratto collettivo nazionale non può essere inferiore ai 9 euro lordi. Il salario minimo a 9 euro determinerebbe un maggiore costo del lavoro stimato in una forchetta tra i 4,3 miliardi stimati dall'Istat e i 6,7 miliardi stimati dell'Inapp (ex Isfol). La Lega ha sempre contestato la misura ritenendola dannosa per le imprese. Il tema è stato oggetto anche dei tavoli con le parti sociali convocati da Matteo Salvini al Viminale nelle scorse settimane.

DL IMPRESE

Approvato dal Consiglio dei ministri nella formula "salva intese", il decreto doveva essere pubblicato in Gazzetta ufficiale il 28 agosto per poi essere convertito in legge dalle Camere. Ma il testo deve essere ancora approvato definitivamente dal governo e sottoposto alla Ragioneria dello Stato per la bollinatura. Successivamente dovrà essere inviato al Capo dello Stato per la promulgazione. Altrimenti queste norme resteranno solo sulla carta.

Il provvedimento prevede tutele per i rider: dall'introduzione dell'assicurazione obbligatoria Inail contro infortuni e malattie al mix di cottimo e paga oraria come trattamento economico. La retribuzione base oraria sarà riconosciuta a patto che, per ogni ora lavorata, il lavoratore accetti almeno una chiamata. Nel decreto trovano spazio anche le norme per salvare l'impianto napoletano della Whirlpool, la proroga della cassa integrazione per la Blutec di Termini Imerese, il sostegno alla riduzione dei costi dell'energia per l'ex Alcoa di Portovesme, disposizioni per l'area di crisi di Isernia, modifiche all' indennità di disoccupazione per i co.co.co, ampliamento delle tutele in favore degli iscritti alla gestione separata e la stabilizzazione dei precari di Anpal servizi. Nonché lo stop all'immunità penale, civile e amministrativa per ArcelorMittal che avrà alcune tutele legali a tempo strettamente vincolate al rispetto del piano ambientale nell'ex Ilva.

CHIUSURE DOMENICALI

Tra i provvedimenti in stand-by che rischiano di non ottenere mai il disco verde del Parlamento anche la proposta di legge per le chiusure domenicali dei negozi, altro cavallo di battaglia M5s. Il ddl è fermo in commissione Attività produttive della Camera. All'origine dello stop ci sarebbe il fatto che l'opportunità di tenere chiusi gli esercizi commerciali di domenica è considerato un tema molto divisivo nel Paese.

GOLDEN POWER

Si è arenato l'iter parlamentare del dl golden power, licenziato dal Consiglio dei ministri l'11 luglio. Il provvedimento, che scade il 9 settembre, rafforza i poteri speciali sugli assetti societari nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell'energia, dei trasporti e del 5G. Il governo nel corso dell'esame in commissione Finanze del Senato ha annunciato che non intende insistere per la conversione in legge visto che in Consiglio dei ministri il 19 luglio è stato approvato un disegno di legge per disciplinare in modo più organico la materia della sicurezza informatica nazionale. L'esame in Commissione e' stato pertanto rinviato. 

CAMERA - CONFLITTO DI INTERESSI

inserito nel contratto di governo e dopo lo svolgimento di una serie di audizioni, era atteso in commissione un testo base che unificasse le varie proposte di legge, di cui due a firma M5s (l'ultima depositata poco tempo fa). 

ACQUA PUBBLICA

Tra le norme bandiera del Movimento, la gestione pubblica dell'acqua ha avuto un iter contrastato. È da diversi mesi, infatti, che l'esame era fermo in commissione a causa della mancanza di un accordo tra M5s e Lega. Piu' volte calendarizzato per l'Aula, il testo non è mai arrivato ad essere votato.

EUTANASIA 

Su spinta della Consulta, che aveva invitato il Parlamento a colmare il vuoto normativo, alla Camera si è tentata una mediazione tra le diverse sensibilità e posizioni. Ma non si è mai arrivati a un testo base, tanto che lo stesso presidente Roberto Fico, prendendo atto del fallimento, ha eliminato l'eutanasia dal calendario dei lavori dell'Aula di settembre.

CODICE DELLA STRADA

Anche in questo caso, dopo mesi di discussione, diversi cicli di audizioni e un testo base, il provvedimento non è mai giunto all'esame dell'Aula.

SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI MAGISTRATI

Di iniziativa di Forza Italia su spinta di una legge popolare, la proposta di legge è in quota alle opposizioni, ma ha visto schierati su fronti diversi i due alleati di governo, con la Lega favorevole e i 5 stelle più critici.

POLIZIA LOCALE

In commissione è stata depositata una proposta di legge targata M5s, mentre si attendeva un analogo ddl del governo che però non è mai stato assegnato al Parlamento. 

RIFORME COSTITUZIONALI

Il taglio dei parlamentari attende solo l'ultimo via libera della Camera; in attesa di terminare l'iter delle quattro letture anche la riforma che introduce il referendum propositivo. Ha invece superato solo il primo giro di boa l'ultima riforma costituzionale, condivisa in maniera trasversale, del voto ai 18enni per l'elezione del Senato. 

Scritto da Gregorio

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