Allarme INFANZIA: il 70% dei bambini subisce violenze in casa

(Roma)ore 14:21:00 del 15/05/2019 - Classe: , Cronaca, Denunce, Sociale

Allarme INFANZIA: il 70% dei bambini subisce violenze in casa
VIOLENZE DOMESTICHE PER IL 70% DEI BAMBINI - Le statistiche parlano chiaro: secondo l’ultimo rapporto della Onlus Cesvi tra il 60 e il 70% dei bambini compresi nella fascia di età 2-14 anni ha vissuto episodi di violenza tra le mura domestiche.

VIOLENZE DOMESTICHE PER IL 70% DEI BAMBINI - Le statistiche parlano chiaro: secondo l’ultimo rapporto della Onlus Cesvi tra il 60 e il 70% dei bambini compresi nella fascia di età 2-14 anni ha vissuto episodi di violenza tra le mura domestiche. La difficoltà ad ammettere che proprio nelle famiglie si verificano i casi più gravi dovuti alle conseguenze della malattia mentale conclamata, della rabbia inespressa, o dell’emotività fuori controllo, ci rende incapaci, a livello politico e sociale, di affrontare il problema alla radice e gestirlo con gli strumenti della prevenzione e della cura.

VIOLENZE DOMESTICHE PER IL 70% DEI BAMBINI - “Nel nostro Paese,” spiega Paolo Ferrara di Terre des Hommes “abbiamo paura a parlare di violenza domestica contro i bambini per non mettere in discussione l’istituto familiare”. La spirale della violenza e l’asimmetria di potere si ripetono anche all’interno di nuclei apparentemente sani. “La violenza dentro le mura domestiche che continua a colpire donne e bambini, è ancora minimizzata e sottovalutata – spiega la psicoterapeuta Gloria Soavi – nonostante i molti passi avanti è ancora radicata una cultura maschilista e poco rispettosa delle donne”. Negli ultimi dieci anni, il contrasto alla violenza di genere degli uomini sulle donne ha spesso trascurato la violenza sui figli.

Secondo il dossier 2018 della campagna Indifesa di Terre des Hommes, in Italia 1.723 bambini sono stati vittima di maltrattamenti nel corso del 2017. Rispetto a dieci anni prima il numero di minori vittima di reato è cresciuto del 43% con 5.788 casi, l’8% in più del 2016. Il trend negativo è stato confermato nel 2018, quando il solo Telefono Azzurro ha dichiarato di aver gestito 1.416 casi di violenza con la linea per le emergenze 114 e 2.794 casi tramite il numero 1 96 96, per la maggior riguardanti segnalazioni di abusi e violenza domestica. Ma la cosa più preoccupante è che il presunto colpevole di abusi è nel 60% dei casi un genitore o un membro della famiglia, nel 10,1% un conoscente e solo nel 15,9% un estraneo adulto.

Un’altra realtà allarmante e troppo sottovalutata è la natura trasversale della violenza familiare, diffusa in tutti gli strati sociali. Se il rapporto del Cesvi Liberitutti evidenzia che le condizioni di vita precarie e la disoccupazione dei genitori possono essere un fattore di rischio, Paolo Ferrara di Terre des Hommes sostiene che “non si può confinare la violenza sui figli solo all’interno di famiglie con un vissuto socio-economico precario”.

VIOLENZE DOMESTICHE PER IL 70% DEI BAMBINI - La conferma che non si tratti di un problema limitato ai meno abbienti, nasce “dall’osservazione dei casi riferiti da pediatri e dagli psicologi con cui la nostra onlus si confronta quotidianamente”. La violenza familiare, insomma, ci riguarda potenzialmente tutti. Mentre in Italia l’argomento è ancora accompagnato dalla reticenza, in Europa il tema dei diritti dei bambini e della loro tutela è già da tempo sdoganato, soprattutto nei Paesi del Nord Europa, dove il dibattito pubblico ha portato all’istituzione di strumenti legali di protezione adeguati. In Germania, per esempio, esiste un’Istituzione nazionale per la prevenzione sociale della criminalità presso il ministero dell’Interno. A questa si affianca la Weisser Ring, organizzazione non governativa attiva dal 1976 che oggi conta 400 centri per il sostegno alle vittime. Questo approccio mira a combattere la violenza domestica, nelle scuole, quella razziale e ogni altra forma di violenza che ha potenzialmente gravi ripercussioni sociali oltre che sul singolo individuo.

Ma i bambini e le bambine sono maltrattati soprattutto nell'ambiente che più di tutti dovrebbe garantire loro sicurezza e protezione: la casa. Tra il 60% e il 70% dei bambini di età compresa fra i 2 e i 14 anni ha vissuto episodi di violenza dentro le mura domestiche.  "La violenza familiare - ha sottolineato la senatrice Pd, Vanna Iori - è il dramma più diffuso e più sommerso. Anche perchè i bambini spesso tacciono per vergogna e per paura. Ma i segnali ci sono e possono essere raccolti dalla scuola e dagli insegnanti. Tra le problematiche più allarmati - ha continuato Iori - c'è l'abuso sessuale che nel 90% dei casi avviene in famiglia e le vittime sono prevalentemente bambine (78-85%). Questa forma di violenza sottrae ai bambini il diritto di conservare i ricordi di infanzia".
C'è poi la pedopornografia online. Sono sempre di più gli adulti che adescano i bambini  ( 12-14 anni) in rete attraverso i circa 25mila siti pedopornografici intorno ai quali c'è un rilevante giro di affari. Quindi, nel catalogo degli orrori, la prostituzione minorile, legata alla tratta e il turismo sessuale, dove purtroppo l'Italia detiene il primato di 80mila viaggi di questo tipo all'anno". Spesso al maltrattamento si accompagna la trascuratezza dei minori: nel mondo il 16,3% dei bambini è vittima di negligenza fisica e il 18,4% di trascuratezza emotiva. Gli effetti della trascuratezza possono manifestarsi con un ritardo nel raggiungimento delle principali tappe evolutive con disturbi dell'apprendimento oppure con un atteggiamento di eccessiva ricerca di affetto e attenzione da estranei (e il conseguente rischio di esposizione ad altri abusi), una forte chiusura e una sfiducia verso l'altro.
L'Indice regionale sul maltrattamento all'infanzia in Italia confronta per i bambini maltrattati e per gli adulti maltrattanti due livelli di analisi, ed è il risultato dell'aggregazione di 65 indicatori relativi sia ai fattori di rischio, sia ai servizi invece di protezione dell'infanzia sul territorio. Un bambino, afferma "Cesvi", rischierà maggiori abusi in famiglie con un l'elevato livello di povertà, un basso livello di istruzione dei genitori, dove c'è alto consumo di alcol e di droghe da parte dei genitori, situazioni di  disoccupazione, svantaggii socioeconomico etc.  "Nel quadro delle emergenze sociali, il maltrattamento dei bambini è il fenomeno forse peggiore. Gli ex bambini maltrattati - dichiara Daniela Bernacchi, Ceo e General Manager Cesvi - sono gli adulti di oggi che vivono sopportando un pesante fardello di dolore che influenza il loro modo d'essere, e spesso scaricano sui figli il proprio disagio. Si viene a generare così un circuito vizioso di trasmissione intergenerazionale, che solo un intervento esterno, quale ad esempio quello dei servizi pubblici, può interrompere".
Dall'Indice risulta che la Campania è ultima in Italia (20esima sia per contesto che per servizi) anche nella cura e nella prevenzione del maltrattamento seguita da Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata e Molise. Tra quelle 'virtuose' - con una situazione di contesto e un'offerta di servizi al di sopra della media - Emilia Romagna, Veneto, Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia e Toscana. Al primo posto per quanto riguarda i servizi dedicati alla capacità di cura c'è l'Emilia Romagna; il Friuli Venezia Giulia è primo per la capacità di accedere alle risorse; il Trentino Alto Adige per la capacità di acquisire conoscenza e sapere; la Valle D'Aosta per la capacità di vivere una vita sicura e la Liguria per la capacità di vivere una vita sana.

Scritto da Carmine

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