Alberto Angela, il segreto del successo di un uomo...eccezionale!

(Napoli)ore 15:02:00 del 15/04/2019 - Classe: , Cultura

Alberto Angela, il segreto del successo di un uomo...eccezionale!
«È il genere di uomo che ci fa pensare: con lui possiamo sempre imparare qualcosa di nuovo». Il fascino del “professore” colpisce ancora.

Alberto Angela è nato a Parigi, città che gli è rimasta nel cuore. 54 anni, sposato da 23 con Monica, ha 3 figli: Riccardo, Edoardo e Alessandro. Fa molto sport (con una predilezione per il nuoto) e mangia “bio” (ma ha un debole per il tiramisù). Dopo la laurea in Scienze naturali (il voto? 110 e lode, ovviamente), ha iniziato i viaggi alla scoperta di popoli e culture lontane, dall’Africa all’Himalaya.

L'eredità paterna

Dietro un grande figlio, si sa, c’è un grande padre. Piero è il decano della divulgazione scientifica in tv e Alberto ha seguito le sue orme «ma solo da adulto: ci siamo incontrati come colleghi, quando lui era già noto e io iniziavo il mio lavoro di antropologo» confessa lui. «A differenza del papà, che ha un’impostazione più “cattedratica”, Angela Jr. punta su un linguaggio moderno, che guarda alle nuove tecnologie» commenta il critico televisivo de La Stampa Alessandra Comazzi.

Il segreto del successo

«Alberto Angela ha la capacità di mettersi in prima persona dentro i fatti che racconta, e il pubblico lo sente» osserva la giornalista de la Stampa Alessandra Comazzi. «Negli anni, ha capito che quello che conta sono le storie, per questo crea ogni volta una narrazione densa ma mai noiosa, accessibile ma non superficiale. E sa essere pop: i suoi format sono ispirati al film Una notte al museo con Ben Stiller».

Il sex appeal

Perché le donne hanno un debole per lui? «Ha un’aria consapevole e rassicurante» sostiene la giornalista televisiva Alessandra Comazzi. «È il genere di uomo che ci fa pensare: con lui possiamo sempre imparare qualcosa di nuovo». Il fascino del “professore” colpisce ancora.

Chi è davvero e perché il nepotismo non c’entra

Ha compiuto 57 anni lunedì 8 aprile. Alberto Angela, figlio del mitico Piero, ha studiato tanto, non si è certo cullato nel sapere paterno. Dopo essersi diplomato in Francia, infatti si è iscritto al corso di Scienze Naturali all’università La Sapienza di Roma, laureandosi con 110 e lode e un premio per la tesi, poi pubblicata. Ha poi frequentato diversi corsi di specializzazione nelle università americane (Harvard, Columbia University, UCLA), approfondendo la paleontologia, sua vera passione. Per oltre 10 anni ha svolto attività di scavo e di ricerca sul campo nell’ex Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo), in Tanzania, Oman, Etiopia e Mongolia. E proprio in quei luoghi ha avuto l’illuminazione: «Nei dieci anni in cui ho lavorato come ricercatore ho sempre sentito che mancava un intermediario e mi sono chiesto: perché queste cose devono rimanere confinate nei libri o nei circoli scientifici e culturali e la gente non le sa? Se vuoi fare divulgazione, su un qualsiasi argomento devi fare le stesse domande che farebbe chiunque: il tuo barista, il notaio. E a quelle devi rispondere, entrando nel cuore delle persone attraverso la mente»

Un intellettuale pop che piace a tutti

La sua forza è certamente quella di essere un intellettuale ma con caratteristiche pop capace di piacere a tutti: donne, uomini, giovani, studenti, professoroni e varia umanità. Intanto «non se la tira» direbbero i giovani... , non è saccente e parla un italiano comprensibile a tutti. Quasi impossibile sentirgli pronunciare un parolone difficile. La sua grande capacità è di far convivere credibilità e popolarità, autorevolezza e simpatia, cultura e curiosità. Gli viene riconosciuta una grande conoscenza che mediamente lo spettatore non ha, ma che lui non fa cadere dall’alto. È capace di condividere il suo sapere con il pubblico senza alcuna forma di snobismo. Come quei bravi maestri, quei professori che si ha la fortuna di incontrare nel percorso scolastico (sempre più rari purtroppo) , che ti restano cari tutta la vita ma soprattutto che contribuiscono lla personale formazione.

Elogio della lentezza

Un’altra caratteristica che ha contribuito a rendere Alberto Angela un conduttore televisivo atipico è la «lentezza». Spesso in tv sentiamo elogiare il ritmo, la velocità. Nei programmi di Alberto — ancorché non si tratti di intrattenimento, ma di trasmissioni di divulgazione scientifica, artistica e culturale — non c’è traccia di quella frenesia tanto amata. Il suo modo di parlare, di camminare, di raccontare, di porsi al telespettatore comunica calma, tranquillità. Mai un urlo, una lite, un tono sopra le righe, un vocabolario aggressivo. La sua tv sembra un’oasi di pace. È come se lui dicesse: sedetevi comodi e ascoltate questa storia. E il racconto di una storia non può mai essere veloce. Come se avesse la capacità di far entrare il pubblico in un’altra dimensione - perfino storica - capace di rilassarci e metterci in ascolto della nuova avventura da scoprire. È un cantastorie moderno.Di lui hanno scritto: «Negli anni, ha capito che quello che conta sono le storie, per questo crea ogni volta una narrazione densa ma mai noiosa, accessibile ma non superficiale».

Il senso di identità

Un merito indiscusso di Piero Angela è quello di saper comunicare un senso di identità nazionale senza populismi, sovranismi, dichiarazioni pompose, patriottismi urlati. Il conduttore in tutte le sue trasmissioni legate all’Italia, sottolinea la ricchezza sconfinata delle bellezze del nostro paese , ribadisce che ci sono 53 siti Unesco in Italia. Nelle sue parole traspare la meraviglia per i tesori che nascondono i nostri piccoli paesi e le nostre grandi città. Angela ci fa sentire orgogliosi di essere italiani, di vivere in un luogo patrimonio dell’Umanità (quanto spesso ce lo dimentichiamo!) . Ci ha ricompattati. E il suo stupore è il nostro stupore. E come dice lui, tutta questa bellezza «ci spinge a pensare di dover difendere quello che abbiamo».

Il mondo social

Il rischio per un divulgatore come lui poteva essere quello di chiudersi in un mondo di scienza e cultura e di comunicare poco con la modernità. Invece Angela non solo è presente sui social e li usa bene, ma è un mito di twitter e Instagram. Ecco alcuni commenti: « Tutti d’accordo che in realtà la meraviglia è lui?» (giocando sul titolo del suo ultimo programma «Meraviglie»), «Alberto Angela mi ha fatto innamorare dell’arte, più lo guardo e più mi convinco che voglio fare questo nella vita», «Servirebbe un Alberto Angela tascabile ogni volta che si va a visitare una città storica o un museo». Fino al definitivo «Dovrebbe essere patrimonio dell’Unesco». La grande sfida è stata quella di raccontare materie, un tempo definite «noiose» o da terza serata, in modo lieve, di portarle in prima serata e di raccogliere ascolti da varietà. Una sfida vinta grazie anche alla presenza dei social capaci di aggregazione soprattutto sul mondo dei giovani.

Scritto da Gerardo

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