Aggressors Ancient Roma: recensione anteprima

(Genova)ore 18:42:00 del 22/09/2018 - Classe: , Videogames

Aggressors Ancient Roma: recensione anteprima
Questo non significa però che il titolo sia una mera rivisitazione in chiave storica di ciò che è già stato visto altrove e le novità si presentano fin dalla scelta della tipologia delle partite.

 

La serie di Civilization ci ha insegnato una storia tutta sua, dove Gandhi è un temibile guerrafondaio, l’Impero Spagnolo ha costruito il Colosseo e Pericle si è distinto per le sue ricerche in ambito nucleare. Riscrivere da cima a fondo secoli su secoli è un vero piacere e ci scappa pure qualche sorriso per le bizzarrie che spuntano fuori in ogni partita, ma queste situazioni fuori da ogni logica, per un amante della Storia, quella con la S maiuscola, sono sempre un colpo al cuore. Fra questi soggetti mi ci metto anche io, ed è proprio per questo che ho seguito fin dal suo annuncio l’evolversi di Aggressors: Ancient Rome, uno strategico 4X sviluppato da Kubat Software e pubblicato da Slitherine Ltd., fucina sempre attiva quando si parla di tattiche e di battaglie. Lo scenario delle Guerre Puniche e dell’espansione della Repubblica Romana sono già di per sé un motivo di attenzione, specie se inserito in genere che, stranamente, non aveva ancora sfruttato questo affascinante punto di partenza. Rigore storico, profondità strategica e anni di conquiste parevano i perfetti ingredienti per una ricetta vincente, ma qualcosa nella cottura deve essere andato storto, perché il risultato finale non rende molto merito alle premesse iniziali.  

Aggressors fa parte di quella vasta famiglia che prende il nome di 4X, riprende molte delle meccaniche classiche del genere e se avete un po’ di confidenza con i vari Civilization, Endless Legend/Space o con la pletora di cloni più o meno riusciti, non faticherete molto a gestire la crescita della vostra fazione, la costruzione delle nuove città e l’esplorazione della classica mappa divisa in caselle - all’apparenza nascoste - di forma quadrata. Aggressors gode inoltre di un esteso ed esaustivo tutorial, alleato indispensabile per metabolizzare le numerose sfaccettature del gioco.

Questo non significa però che il titolo sia una mera rivisitazione in chiave storica di ciò che è già stato visto altrove e le novità si presentano fin dalla scelta della tipologia delle partite. Accanto alla solita modalità sandbox, in cui settare i parametri come la dimensione della mappa, la conformazione morfologica, il numero di avversari o, ancora, le modalità di vittoria, spicca anche una campagna storica, volta a simulare la situazione del mediterraneo antico all’inizio del III secolo a.C. La scelta del setting è quanto mai azzeccata, in quel tempo l’astro nascente di Roma era ancora ai suoi albori, limitato a nemmeno tutta la penisola italiana, mentre le acque del Mar Mediterraneo erano contese dai regni ellenici nati dopo la morte di Alessandro Magno, come l’Egitto tolomeide e la Macedonia di Antigono, mentre sulla Grecia, seppur debilitate, resistevano strenue sia Sparta che Atene. Aggressors spinge i suoi confini un po’ più in là, allargando l’orizzonte sia a nord sia ad ovest, fino alla penisola iberica e a buona parte della Gallia. Osservando la mappa si nota però come i territori siano stati limitati ad una porzione sufficiente, ma nemmeno troppo estesa e manca così sia lo scenario orientale conteso dai regni Battriani, dai Parti e dalle tribù sciite, sia l’estremo nord europeo, dove spicca ad esempio l’assenza delle isole britanniche. Nonostante queste barriere, la scelta delle fazioni è più che buona e comprende sia le maggiori potenze, come Roma, Cartagine e l’Impero Seleucide, sia le forze di secondo piano, come le tribù iberiche o quelle della Dacia, adatte a chi cerca una sfida maggiore.

Mentre macinavo turni su turni, mi accorgevo però di aver commesso io stesso un errore: a dispetto del suo nome altisonante, lo strategico non ha in realtà molte aspirazioni storiche e, date anche le molte libertà concesse al giocatore, dà il meglio di sé nelle classiche partite sandbox, dove la struttura tipica da 4x non deve viaggiare dentro gli stretti binari della Storia. Questa modalità di gioco permette all'utente di impostare senza troppi vincoli le caratteristiche della partita, come le dimensioni della mappa, la morfologia del terreno, lo stato tecnologico di partenza e gli altri fattori che concorrono allo svolgimento del match. Il supporto al day one per le mod sottolinea ulteriormente la natura fai-da-te di Aggressors ed è di certo uno dei maggiori punti di forza del titoli, strumento attraverso cui arriveranno scenari inediti, nuovi edifici, truppe e si spera anche qualche correzione in ambito storico e strutturale. 

Trattandosi di una versione provvisoria, è lecito aspettarsi delle modifiche da qua al lancio, perché analizzando la veste attuale del titolo i punti debolezza vengono mitigati solo parzialmente da quanto di buono è proposto finora.

Aggressors riprende molti degli schemi classici dei 4x e, se avete passato ore e ore sui vari Civilization o Endless Space/Legend, non farete alcuna fatica a ritrovarvi con i meccanismi proposti, anche grazie ad un’interfaccia semplice e chiara, ma soprattutto per via del lungo ed esteso tutorial, capace passo dopo passo di svelare tutte le componenti del gioco. Alla base vi sono l’esplorazione degli scenari, la creazione delle città, lo sfruttamento delle risorse sparse per la mappa e, ovviamente, la guerra e le conquiste. In tutti questi segmenti emergono però alcuni punti che lasciano piuttosto dubbiosi. Innanzitutto la gestione delle città, che appare fin troppo limitata e che ruota attorno a delle specializzazioni esclusive, come la creazione o di unità militari o di cittadini o di navi, ma mai di tutte queste, e ad una manciata scarsi di upgrade. C’è poi una gestione delle risorse piuttosto fantasiosa, perché non si capisce bene con quale criterio siano state assegnate alla creazione di truppe e infrastrutture. Inoltre, permane qualche arcaismo superato dalle ultime iterazioni nel mondo dei 4X, come la costruzione delle strade, compito che poteva benissimo essere automatizzato. 

Allo stesso tempo, Aggressors risulta convincente proprio là dove i suoi cugini falliscono, come nel lato diplomazia e nella gestione interna della propria fazione. Sono infatti numerose le relazioni che è possibile instaurare con le altre potenze, sostenute inoltre da una IA più che valida, in grado di capire quando è meglio far la guerra, oppure quando è più opportuno far tacere le armi. Inserite in un pannello, sono poi presenti tutte le opzioni legate alla struttura di governo, alle leggi o, ancora, addirittura al tasso delle nascite. Infine, appare fin da ora valido l’albero delle tecnologie, profondo e ramificato attraverso i turni di gioco. 

 

Scritto da Carmine

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